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lunedì 28 dicembre 2015

Come scegliere il collaboratore domestico

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Scegliere un collaboratore domestico non è affatto semplice, se non si pondera bene e non si effettuano le dovute selezioni, il rischio è quello di complicarsi la vita, piuttosto che semplificarsela; del collaboratore si deve avere fiducia e si deve essere certi che saprà svolgere ciò che avremmo fatto noi al meglio.

Sia che ci si rivolga a un’agenzia, sia che si assuma in seguito al passaparola, è necessario, fin dal colloquio o dalla richiesta, essere molto chiari; il colloquio dovrebbe permettere di comprendere se il candidato è adatto a svolgere le mansioni richieste perciò dovrebbe svolgersi in un’atmosfera serena e tranquilla.

Prima di assumere è necessario fare i dovuti accertamenti, stilare una lista delle priorità e delle necessità e, se il candidato non le ha mai svolte, non è detto che vada scartato a priori perché se la sua passione e la voglia di fare, unite a referenze positive e alle sue capacità lo consentono, potrebbero giovare a suo favore.

Chi fa il colloquio dovrebbe aver chiaro perciò quali sono le priorità, quello che il collaboratore deve “assolutamente” saper fare, in questo modo si eviteranno problemi futuri; chi è maniaco dell’ordine e desidera che tutto sia messo in una certa posizione non potrà certamente scegliere a cuor leggero, a meno di trovarsi, entro breve, a litigare sul perché non sia tutto stato eseguito come pattuito.

Durante il colloquio si dovrebbero stilare un elenco dei compiti. Cosa si desidera far fare al collaboratore? E’ in grado di far tutto? Se la sente di eseguire tutto ciò che viene richiesto? Se è bravo a pulire ma non a stirare e si desidera che faccia anche quello, a meno di non essere disposti ad attendere che impari, è meglio concentrarsi su qualcun altro. Chiarire fin da subito i compiti è perciò essenziale. Allo stesso modo è da chiarire se si dovranno affidare commissioni che potrebbero richiedere l’uso della macchina per spostamenti, in questo caso il possesso della patente e di un mezzo è importante.

La fiducia reciproca è molto importante perciò, se già al colloquio la si sente vacillare è bene passare oltre o fare una prova per un periodo di tempo ben preciso; un collaboratore passa in casa molto tempo, spesso da solo perciò, per la serenità di entrambi e per evitare di stare sempre a pensare cosa stia facendo (e il collaboratore con la paura di essere accusato di qualcosa che non ha fatto), si dovrebbe scegliere con la consapevolezza che diventerà quasi un nuovo membro della famiglia.

La chiarezza è la base per riuscire poi a risolvere piccoli screzi, se tutto si definisce prima dell’assunzione difficilmente ci si troverà nella condizione di rivendicare o affrontare problemi; naturalmente un po’ di buonsenso è d’aiuto anche nel caso in cui dovessero insorgere difficoltà nel corso del rapporto.

Se le pulizie non vengono fatte a dovere o le camicie non sono stirate come si desidera basterà farlo presente con delicatezza, aspettando magari di accertarsi che non sia solo un caso che le cose non siano proprio come lo avremmo desiderato; per evitare recriminazioni, lasciate sempre una lista delle cose da fare, sempre beninteso che siano già state pattuite prima dell’assunzione. Se il collaboratore è stato assunto solo per pulire e stirare, nel caso in cui si dovesse chiedere gentilmente di farvi la spesa e dovesse rifiutare non lo si potrebbe considerare in torto.

Prima dell’assunzione chiarite la contribuzione oraria comprensiva di tredicesima ed eventuali altri voci e fate presente che, come previsto dalla legge verserete regolarmente i contribuiti spettanti nei periodi previsti dalla legge ogni tre mesi, per 4 volte all’anno.

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